Dalla natura al gioiello: l’ambra

Dalla natura al gioiello: l’ambra

Dalla natura al gioiello: l’ambra

La storia dell’ambra come gioiello è strettamente legata alla storia stessa dell’umanità. L’ambra è stata adoperata e commercializzata sin da età preistorica, grazie alla facilità di rinvenimento e alle proprietà fisiche del suo aspetto esteriore. Addirittura grazie ai rinvenimenti archeologici siamo oggi in grado di sapere che vi sono stati due tipi di ambra ad essere oggetto di scambi e di interesse tra le popolazioni europee: l’ambra di origine siciliana, diffusa tra la preistoria e l’età del bronzo e l’ambra baltica la cui diffusione va dall’età del bronzo sino all’età moderna.

Le caratteristiche dell’ambra

L’ambra è una resina di origine fossile: da un punto di vista scientifico le varietà di ambra vengono suddivise; invece da un punto di vista gemmologico e mineralogico col termine ambra ci si riferisce principalmente a quella di tipo baltico, che ne costituisce la variante più diffusa. Da un punto di vista fisico l’ambra è una resina derivata da piante appartenenti alla divisione delle conifere. L’ambra si solidifica e fossilizza nel corso di innumerevoli anni, le sue principali proprietà fisiche sono di essere traslucida e di avere una gamma di colori variabili dal giallo al bruno rossiccio sino ad arrivare persino al verde e blu. La sua lucentezza naturale è piuttosto opaca, anche per la possibile presenza di venature o bolle; tuttavia la sua composizione fisica le permette di essere lucidata con estrema facilità. L’ambra possiede la capacità di elettrizzarsi per strofinio, tale proprietà le ha conferito il nome greco di Elektron con cui era conosciuta nell’antichità mentre l’etimologia attuale deriva dal termine arabo ambar che, in turco, significa luccichio. Da un punto di vista scientifico, la principale caratteristica dell’ambra è che nel suo interno ha la possibilità di conservare resti di organismi, animali o vegetali, antichi fino a milioni di anni. Tramite l’imprigionamento nell’ambra è stato possibile conoscere l’esistenza di specie ormai estinte, come nel caso della più antica ape a noi nota, la Trigona Prisca, estinta e risalente ad un periodo compreso tra i 65 e gli 80 milioni di anni fa. L’ambra si rinviene prevalentemente all’interno di rocce sedimentarie quasi sempre sotto forma di noduli; caratteristica costante del suo habitat di rinvenimento è l’associazione a luoghi umidi, argillosi o sabbiosi. Il moto ondoso dei corsi d’acqua stacca minuscoli frammenti dalle rocce madri e li trascina nel loro corso, tant’è che anticamente l’ambra veniva raccolta con reti da pescatore. Tale fenomeno geologicamente antichissimo ha fatto sì che dall’originario Mar Baltico, l’ambra venisse distribuita lungo i corsi d’acqua dell’intera Europa settentrionale ed orientale. I depositi di ambra baltica sono i più estesi del mondo e quelli maggiormente studiati, tuttavia non vi è ancora uniformità di giudizio sulla derivazione dell’ambra da un’unica specie arborea come sembrano indicare la maggior parte delle evidenze paleobotaniche. Oltre a quella baltica, sono note poche altre varietà di ambra che sono:

  • Ambra dominicana detta anche retinite e derivata da una pianta leguminosa vissuta nel Miocene.
  • Ambra del Chapas o anche nota come ambra messicana, anch’essa risalente al Miocene e ampiamente usata dalla civiltà Maya.

Storia del commercio: la via dell’ambra

Come già detto, il commercio dell’ambra si perde nella stessa storia dell’umanità. Prima del commercio dell’ambra baltica, le testimonianze storiche vedono la Sicilia come luogo di origine e di irradiazione di tale commercio a partire da epoca preistorica. Rinvenimenti in Grecia, Africa e località di Spagna e Portogallo meridionale hanno consentito agli storici di ipotizzare un parallelo con il commercio dell’avorio e di vedere nella navigazione lungo il Mediterraneo meridionale il modo con cui si svolgeva tale commercio. A partire dall’Età del Bronzo, però, al commercio con base siciliana si sostituì quello lungo l’asse con il Mar Baltico istituendo un vero e proprio itinerario commerciale denominato nel tempo Via dell’ambra. Dall’Italia alla Russia, una vera e propria strada lunga circa 2000 Km che si snoda attraverso i territori delle attuali Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Austria e Slovenia entrando in Italia dal Veneto. Questa è stata una delle rotte commerciali più importanti per migliaia di anni, incrociandosi con l’altrettanto importante Via della seta che dirigeva ad Est. Numerose sono le testimonianze riguardanti la presenza di ambra baltica in tutte le civiltà dell’antichità: gioielli d’ambra fanno parte del corredo funebre del faraone egizio Tutankhamon, così come sono stati rinvenuti quali doni nel tempio di Apollo a Delfi in età classica. L’ambra, pertanto, è sempre stata adoperata dall’uomo in attività nel campo della gioielleria.

La lavorazione dell’ambra

La raccolta dell’ambra avviene anche attraverso una superficiale attività estrattiva mediante draghe, reti estrattive o pinze. Si procede poi con la pulitura e depurazione, eliminando la parte superficiale tramite burattatura con sabbia ed acqua. A seguito di questo procedimento si separano i pezzi per forma e dimensioni, colore e limpidezza: molta importanza viene data alla presenza o meno di impurità come bollicine o inclusi che rendono opaca la limpidezza del pezzo. Per le sue caratteristiche fisiche, l’ambra si presta ad essere lavorata con ogni attrezzo dalla sega al tornio e si lucida molto facilmente con linimenti ed azione di strofinamento. Può anche assumere forma diversa se plasmata a fuoco. Secondo l’Associazione Internazionale dell’ambra si possono classificare 4 categorie legate ai manufatti prodotti in ambra:

  • Ambra baltica naturale. Si tratta di pezzi interi, che hanno subito semplici interventi meccanici quali taglio e lucidatura senza che in alcun modo siano state alterate le proprietà naturali.
  • Ambra baltica modificata. Si tratta di una gemma integra che ha subito solo riscaldamento termico al fine di modificare alcune sue proprietà fisiche quali il grado di trasparenza o il colore.
  • Ambra baltica ricostruita mediante pressatura ad alta temperatura di più pezzi differenti tra loro.
  • Ambra baltica incollata. Si tratta di una gemma composta da più elementi vuoi naturali che modificati o ricostruiti, tenuti insieme da agenti adesivi ed incolori.

A seconda del tipo di gemma corrisponde un valore di mercato differente. Esistono anche molte falsificazioni dell’ambra, soprattutto effettuati con materie plastiche. Un metodo efficace per riconoscerle è quello di forarne la superficie con uno spillo infuocato: se originale si percepirà inconfondibilmente l’odore di resina.

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